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Torna l’acqua di Sassovivo
un sogno divenuto realtà!

La “Fonti Sassovivo spa” è una società costituita non da imprenditori ma da privati cittadini che con entusiasmo hanno accettato la sfida ed abbracciato il progetto di valorizzazione e tutela ambientale.

Una sfida che è partita dal basso dall’acquisto dello stabilimento, degli immobili dei 180 ettari di bosco che circondano le Fonti di Sassovivo. La società, dopo mesi di silenzioso lavoro si è caricata sulle spalle non solo la ripresa dell’imbottigliamento della storica acqua minerale di Foligno anche la rapida riapertura di un luogo dal profondo valore identitario per Foligno e i suoi cittadini.

I 19 soci attuali sono: Leonardo Tacchi (Foligno), Andrea Tosti (Foligno), Silvia Cocchi (Foligno), Remigio Carciofi (Trevi), Maria Adele Crisafulli (Foligno), Andrea Mazzoni (Passignano sul Trasimento), Emanuele Nanni (Foligno), Federico Perni (Trevi), Alessandro Tirabassi (Torre san Patrizio, Fermo), Jhonathan Volpi (Foligno), Giancarlo Barbini (Foligno), Roberta Bartoli (Foligno), Roberto Coccia (Stukenbrock, Germania), Silvia Ghigi (Città di Castello), Maria Alessandra Mariotti (Foligno), Francesca Papa (Foligno), Maurizio Rossi (Foligno),  Alessandro Viola (Perugia) e Orazio Cimini (Ponte Valleceppi).

Benvenuti. Anzi, bentornati alla “casa dell’acqua”

E’ con queste parole che sarete accolti se, percorrendo alcuni chilometri che separano le fonti da Foligno (i più allenati anche in bicicletta), varcherete i cancelli delle storiche sorgenti della città della Quintana. Per oltre un secolo e soprattutto dagli anni cinquanta, l’area privata è stata, per volontà della famiglia Massenzi, aperta ai cittadini che vi si recavano non solo per “passare le acque” e acquistare bottiglie di Sassovivo, ma anche per fuggire dalla calura dell’estate e trascorrere momenti di relax con tutta la famiglia. E’ in questo senso che la nuova proprietà si sta attrezzando per far rivivere quell’atmosfera di pace, di bellezza e di salute alla città e all’intera popolazione che da sempre hanno manifestato un grande attaccamento alle fonti e alla vicina rinnovata Abbazia. Nel frattempo iniziamo a bere, magari centellinando qualche bicchiere di acqua di Sassovivo, e camminando nello splendido ambiente che la natura ci offre.

Parte delle notizie citate sono state prese dal libro di Mario Timio: Le Fonti di Sassovivo in Foligno. La Storia Il Futuro. Foligno, 2015

Alcalina con virtù terapeutiche

La concessione mineraria per l’utilizzo della sorgente di Sassovivo risale al 1927, ma l’acqua veniva già prelevata dagli abitanti delle zone limitrofe da tempi immemorabili.

Fin dal 1905 il Prof. Bellucci dell’Università di Perugia, descriveva in questo modo l’acqua della sorgente di Sassovivo qualificandola come acqua alcalina le cui virtù terapeutiche debbono ascriversi all’insieme dei sali alcalini-sodici, potassici e litigi che contiene in dissoluzione.

La presenza di una quantità eccedente di anidride carbonica su quella che si richiederebbe per la formazione dei sali neutrali vale a rendere più attiva e terapeuticamente più efficace l’acqua esaminata, concorrendo l’anidride carbonica eccedente a mantenere nello stesso tempo in soluzione sostanze che senza il suo concorso non potrebbe trovarsi a mineralizzare l’acqua della sorgente di Sassovivo.

Nel territorio di Foligno sgorgano le acque di Sassovivo, un grande parco ed un esteso bosco fanno da sfondo all’ambiente sorgivo e al fascino curativo e ludico. Si hanno notizie che a queste fonti sorgive attingevano acqua gli abitanti della zona fin dagli inizi del 18° secolo. La scoperta delle proprietà “terapeutiche” era basata prima su dati empirici, quando le fonti erano popolate da uomini con grandi cesti di bottiglie o damigiane caricate sui muli e da donne con brocche tenute in equilibrio sulla testa.

Da dati scientifici a partire dal 1904, quando il Dott. Alfredo Massenzi ha eseguito il primo esame di laboratorio, confermato nelle sue caratteristiche organolettiche dal Prof. Giuseppe Bellucci che descrive l’acqua di Sassovivo come acqua alcalina con virtù terapeutiche e residuo solido fisso, caratteristiche che sono rimaste invariate fino ai giorni nostri, come asserisce il Prof. Mario Timio nel suo libro “Le Fonti di Sassovivo a Foligno. Le attività terapeutiche debbono ascriversi all’insieme dei Sali alcalini-sodici, potassici e calcici. “La presenza di una quantità eccedente di anidride carbonica- come argomenta ancora il Prof.Timio- su quella che si richiederebbe per la formazione dei sali neutri vale e rendere più attiva e terapeuticamente più efficace l’acqua esaminata, concorrendo l’anidride carbonica eccedente a mantenere nello stesso tempo in soluzione sostanze che senza il suo concorso non potrebbero trovarsi a mineralizzare l’acque della sorgente di Sassovivo”.

L’acqua sgorga dalla viva roccia all’interno della “Grotta dell’orso” a circa 600 metri s.l.m., incanalata in condutture in acciaio inox e portata ai distributori esterni e all’impianto d’imbottigliamento interno; la distanza massima tra la sorgente e gli impianti di distribuzione è di appena 25 metri. L’imbottigliamento avviene solo in bottiglie di vetro da 0.25-0.75 o da 1 litro. L’acqua ha un basso residuo fisso (208 mg/l),una costante temperatura alla fonte (10 gradi centigradi) un perfetto equilibrio dei sali in essa disciolti, uno scarso contenuto in Sodio ( 4.2 mg/l). In virtù delle sue caratteristiche organolettiche e delle sue componenti ioniche, l’acqua è dotata di effetti diuretici e utilizzabile in tutte le diete iposodiche, qualunque sia l’indicazione. Osservazioni empiriche indicano l’acqua di Sassovivo efficace nella diatesi e nella calcolosi urica. E’ necessario comunque uno studio scientifica per avallare tali proprietà.

 

 

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